Ricatto sessuale, deepfake e RAT: come riconoscere la minaccia e difendersi

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Ricatto sessuale, deepfake e RAT: come riconoscere la minaccia e difendersi


Negli ultimi anni il ricatto a sfondo sessuale (la cosiddetta “sextortion”) si è evoluto grazie a strumenti sempre più accessibili: software di spionaggio (RAT), immagini deepfake e nudefake generate dall’intelligenza artificiale. Chi subisce questo tipo di minaccia spesso non sa distinguere un vero attacco informatico da un semplice bluff psicologico, e questa incertezza viene sfruttata dai ricattatori per aumentare la pressione. In questo articolo spieghiamo cosa può fare davvero un RAT su uno smartphone, come vengono costruiti i contenuti falsi, e soprattutto cosa fare se ti trovi in questa situazione.

Cos’è un RAT e cosa può realmente fare su un telefono

Un RAT (Remote Access Trojan) è un software malevolo che, una volta installato su un dispositivo, senza che la vittima se ne accorga, consente a un attaccante di controllarlo da remoto. Se un telefono viene infettato, un RAT può, tra le altre cose:

  • Attivare la fotocamera frontale o posteriore e scattare foto o registrare video a insaputa del proprietario
  • Attivare il microfono e registrare conversazioni ambientali
  • Leggere messaggi, chat, contatti e cronologia di navigazione
  • Accedere alla galleria foto e video già presenti sul dispositivo, quindi prendere immagini di natura sessuale se sono già presenti nel dispositivo
  • Tracciare la posizione GPS
  • Intercettare credenziali di accesso a email, social e app bancarie

Questa capacità tecnica è reale e documentata. Il punto centrale, però, è che l’installazione di un RAT lascia quasi sempre tracce verificabili in modo forense: permessi anomali concessi ad app sconosciute, processi in background non riconosciuti, traffico di rete verso server esterni, consumo anomalo di batteria o dati. Una perizia informatica può accertare con ragionevole certezza se un dispositivo è stato realmente compromesso oppure no. Questo è importante da sapere sia per chi teme di essere spiato, sia per chi si trova ad affrontare accuse basate su presunte compromissioni mai avvenute.

Deepfake e nudefake: come vengono creati

Parallelamente alla diffusione dei RAT, sono cresciuti gli strumenti di intelligenza artificiale capaci di generare immagini e video falsi partendo da foto reali della vittima, spesso prese da profili social pubblici. Le tecniche principali sono due:

  • Deepfake: sovrapposizione del volto di una persona su un corpo o un video già esistente, per costruire scene mai accadute
  • Nudefake: elaborazione di una foto vestita per generare una versione “spogliata” della stessa persona, interamente creata dall’algoritmo

La qualità di questi contenuti è oggi tale da rendere spesso impossibile, a occhio nudo, distinguere il falso dal reale. Anche per questo motivo i ricattatori li utilizzano: bastano poche foto pubbliche per costruire materiale credibile da usare come minaccia, senza aver mai avuto accesso reale al dispositivo della vittima.

I segnali tipici del ricatto sessuale

Chi riceve un tentativo di sextortion nota solitamente uno o più di questi elementi:

  • Un contatto, spesso sconosciuto o con un profilo creato di recente, che afferma di possedere foto o video compromettenti
  • Una richiesta di denaro (spesso in criptovaluta) per non diffondere il materiale
  • Una scadenza breve, pensata per non lasciare tempo di riflettere
  • Minacce di invio del materiale a familiari, colleghi o contatti social della vittima
  • Screenshot o brevi anteprime del presunto materiale, a volte reali, a volte generati con deepfake o nudefake

Cosa fare se sei vittima di ricatto sessuale

  1. Non pagare. Il pagamento non garantisce la non diffusione del materiale, anzi spesso incoraggia richieste successive
  2. Non cancellare nulla. Messaggi, screenshot con data e ora, nomi utente e link vanno conservati integralmente: sono le prove necessarie per denunciare e per un’eventuale perizia
  3. Denuncia alla Polizia Postale. Il ricatto sessuale è un reato perseguibile; una denuncia tempestiva, corredata da prove conservate correttamente, aumenta le possibilità di risalire all’autore
  4. Richiedere assistenza al nostro CENTRO ANTI RICATTI SESSUALI [ click qui ]
  5. Fai verificare il dispositivo da un tecnico se sospetti che sia stato realmente compromesso da un RAT: solo un’analisi forense può confermarlo o escluderlo con certezza

Come proteggersi in anticipo

  • Copri la fotocamera frontale del telefono e del computer quando non la usi
  • Controlla periodicamente i permessi concessi alle app installate, in particolare accesso a fotocamera, microfono e file
  • Non installare applicazioni da fonti non ufficiali e mantieni sempre aggiornato il sistema operativo
  • Diffida di link ricevuti da contatti sconosciuti o da profili sospetti, anche se sembrano provenire da persone conosciute
  • Limita la quantità di foto personali pubbliche sui social, che possono essere usate come base per deepfake e nudefake
  • Presta attenzione ad account falsi creati con il tuo stesso nome o quello di persone che conosci: sono spesso il primo passo di una truffa o di un tentativo di ricatto

Se sospetti di essere già stato vittima di un ricatto sessuale, di una compromissione del tuo dispositivo tramite RAT, o hai trovato online immagini deepfake o nudefake che ti ritraggono, è possibile richiedere una valutazione tecnica e avviare la procedura di rimozione dei contenuti in tempi rapidi.